approccio psico-educazionale

PSICOEDUCAZIONE


Quando un paziente viene a contatto con un disturbo o una malattia è importante che abbia in suo possesso tutte le informazioni che gli servono per far fronte alla difficile situazione in cui si trova.

La psicoeducazione, in questo senso, si definisce come un’attività socio-sanitaria che consiste nell’esporre in modo chiaro e interattivo tutte le informazioni necessarie a prevenire e affrontare  appropriatamente il disagio di natura psicologica, psicosomatica e medica.

Questo procedimento è rivolto al paziente che si trova a contatto, per la prima volta, con disturbi specifici che lo mettono in difficoltà e, attraverso le spiegazioni del terapeuta riesce ad avere una maggiore coscienza delle proprie difficoltà. Può essere paragonato ad un percorso pratico di salute  dove lo psicoterapeuta è visto come un maestro che insegna al proprio allievo/paziente a conoscere e gestire la propria malattia.

Questo approccio è molto radicato nella cultura pragmatica e concreta della terapia cognitivo-comportamentale e possiamo dire che la caratterizza privilegiando la conoscenza che il paziente deve avere della malattia e della terapia stessa.


L’attività psicoeducazionale può essere integrata nello specifico percorso del trattamento oppure essere organizzata in incontri specifici circa la difficoltà che viene portata dai pazienti.

La psicoeducazione è efficace in molti disturbi quali l’ansia, disturbi dell’umore, disturbi alimentari, dipendenza da sostanze, ecc.

Alla base del concetto di psicoeducazione c’è il concetto di “abilità di coping” (dall’inglese “to cope”= fronteggiare, far fronte, affrontare); infatti, spesso, l’inizio del disagio è dovuto a una cattiva gestione delle conseguenze di un evento o pensiero che successivamente rinforziamo attraverso cattive strategie che usiamo per affrontarlo e di cui non ci rendiamo conto. Attraverso le strategie di coping, che vengono spiegate durante le psicoeducazione, possiamo comprendere i nostri errori e iniziare riflettere su cosa modificare per combattere la difficoltà.

Saper riconoscere il disturbo attiva la capacità di fronteggiarlo e aumenta la possibilità di modificare il proprio punto di vista comprendendo e affrontando il problema.


Tra gli obiettivi principali dell’intervento psicoeducazionale ritroviamo la costruzione cognitiva di una coscienza dei sintomi e della malattia affinché il soggetto abbia una maggior aderenza al trattamento. E’ importante per facilitarlo a riconoscere e distinguere i sintomi e infine migliora la gestione del disturbo dando la possibilità di riconoscere tutti quei segnali che anticipano, per esempio, una crisi di panico.


La psicoeducazione rappresenta il diritto al paziente di riconoscere la malattia sentendosi, di conseguenza, meno inadeguato nell’affrontarla e riducendo i sensi di colpa per la “debolezza” che la stessa spesso procura.

Studi Riuniti di Psicologia Applicata, Via Alessandro Manzoni, 3 -  21100 - Varese